29 gen 2010

NAPOLI ETERNA (un piccolo omaggio alla mia città)


Troppa gente non sa che, dietro il sole, il mare, il Vesuvio e la pizza, ci sono secoli di storia, immensi tesori artistici, scienziati, poeti, architetti, pittori...

Anche se sono lontano, Napoli, resti sempre nel mio cuore!

21 gen 2010

OGGI PARLIAMO DI AUTO ELETTRICHE

Ogni giorno compaiono sui mercati mondiali nuovi modelli di automobili, elettriche, ibride, addirittura ad aria compressa...tutto per il bene del nostro povero (ed, ahimè, unico) pianeta.
Sembrerebbe stupendo: un automobile che non genera CO2, che non inquina, che meraviglia!
Ma, fino a che punto, allo stato attuale della tecnologia, tutto questo è vero?


Vediamolo seguendo la "pista", come farebbe un buon investigatore forense, dell'energia che fa muovere, appunto, questo gioiello del risparmio energetico. La corrente che fa muovere il veicolo viene generata da una centrale che, per lo più, sta a chilometri di distanza. La centrale, se, come nella maggioranza dei casi avviene, è una centrale termica, è la prima fonte di sprechi energetici: a parte il calore che se ne va, insieme alla CO2, nei fumi di combustione del generatore di vapore, ci sono tutte le perdite NETTE di energia nei riscaldamenti dovuti agli inevitabili attriti, di tutte le parti in movimento (generatore elettrico, pompe di trasferimento del combustibile, dell'acqua di raffreddamento, dei cuscinetti eccetera). La corrente generata viene poi "trasportata" sulla rete di distribuzione ad alta tensione, fino ai trasformatori che riducono l'alta tensione a media tensione. Quest'ultima viene a sua volta trasferita ad altri trasformatori, per essere ridotta, appunto, alla bassa tensione che arriverà ai "raddrizzatori" che trasformeranno, alla fine, la corrente alterna i corrente continua, che è quella che "bevono" le batterie delle auto.
Anche se, come tutti sappiamo, un trasformatore elettrico è la macchina con più alto rendimento che si possa costruire (fino al 98%), resta sempre quel dannato 2% che si perde...come no?, come calore.
Le reti di distribuzione aggiungono la loro parte alle perdite di energia: si riscaldano per effetto Joule, e il calore generato si perde nell'atmosfera circondante.
I raddrizzatori, anche loro si riscaldano inevitabilmente per funzionare: altro calore che se ne va...
In ultima analisi, per ogni joule (J) effettivamente disponibile sull'asse delle ruote dell'auto elettrica, la centrale avrà dovuto generare J+j joule e consumare il corrispondente quantitativo di combustibile.
Purtroppo, è abbastanza difficile per me, non avendo io dati concreti a mia disposizione, calcolare a quanti litri di benzina per km percorso corrisponde la capacità calorifico di un chilo di combustibile fossile bruciato in centrale, ma tutto quello che ho scritto fin qui mi lascia supporre che la sostituzione della benzina per elettricità non sia, in termini di inquinamento ed emissioni di gas con effetto serra, tanto vantaggiosa come stanno cercando di farci credere.















15 gen 2010

IL TERREMOTO DI HAITI







Siamo orgogliosi di noi stessi: siamo andati sulla Luna, andremo su Marte, l'LHC sta sviscerando i più intimi segreti della Natura...ma bastano tre minuti per farci rendere conto di chi siamo realmente: piccoli, insignificanti, assolutamente accessori in una Natura che impone le sue leggi, in barba a tutta la presuntuosa civilizzazione di questi moscerini che ci crediamo i padroni dell'Universo!

9 gen 2010

CAUTELA E PSICOSI



Che il fallito tentativo di qualche giorno fa di far esplodere una bomba sul volo a Detroit da parte di un islamista nigeriano abbia fatto scattare tutti gli allarmi di tutto il mondo è comprensibile.
Però, di qui alla vera e propria psicosi che si è scatenata mi sembra che si stia esagerando. Basta vedere quello che è successo a Newark (New Jersey, USA): letto sull'edizione digitale de "Il Corriere della Sera" di ieri:
MILANO - Le immagini mostrate da un quotidiano del New Jersey L'allarme a Newark: tutto per un bacio.Potrebbe essere uno dei baci che passa alla storia, visto che le conseguenze di quel gesto sono state devastanti: un aeroporto chiuso per sei ore, migliaia di passeggeri in preda al delirio e una nazione intera, gli Usa, a chiedersi quanto funzionino male i propri sistemi di sicurezza. Tutto questo succedeva nell'aeroporto di Newark, come ha riferito un giornale del New Jersey: una videocamera mostra infatti un uomo entrare nell'area riservata agli imbarchi, superando delle semplici transenne, e raggiungere la fidanzata in partenza per darle un bacio di addio. Poi lui si allontana ed esce inosservato, e tutt'ora sconosciuto, dallo scalo. Ignaro di aver acceso una miccia che di lì a pochi minuti fa bloccare un centinaio di voli e, di fatto, rigetta nel panico un'intera nazione. Alcuni passeggeri erano già stati imbarcati ed erano stati fatti scendere, altri, atterrati regolarmente, erano stati trattenuti a bordo. Quel bacio galeotto è tra l'altro costato il posto all'agente addetto alla sorveglianza di quell'area dell'aeroporto.
Poi, come se non bastasse, altro caos, per tre ubriachi a bordo a Heatrow, a Londra:
HEATROW - Ma la paura per gli attentati terroristici fa segnare continuamente allarmi in diversi aeroporti del mondo. Paura soprattutto su un volo della Emirates Airlines in partenza dall'aeroporto londinese di Heathrow. Agenti dell'antiterrorismo sono saliti a bordo e hanno arrestato tre uomini inglesi, risultati essere solo ubriachi, che avevano minacciato di avere una bomba a bordo. (le sottolineature sono mie).
Come si suol dire: il troppo stroppia. O no?